Opposizione a precetto: come difendersi da un atto di precetto o decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

Opposizione a precetto: ottenuta la sospensione per € 258.848,33

Siamo lieti di segnalarvi l’ottimo risultato raggiunto dall’Avv. Andrea Lo Faso del Foro di Catania, che si è avvalso del nostro supporto tecnico per un’ opposizione a precetto.

L’Avv. Lo Faso si era rivolto a noi per esaminare la documentazione contrattuale e processuale al fine di individuare anomalie che giustificassero un’opposizione al precetto.

Esaminata la posizione della società, ed analizzato il rapporto di mutuo oggetto del precetto, abbiamo rilevato importanti nonché essenziali anomalie per procedere all’opposizione, ottenere la sospensione e scongiurare il pericolo di un eventuale atto di pignoramento.

L’analisi effettuata ha evidenziato l’usurarietà delle pattuizioni, ciò per effetto della capitalizzazione degli interessi.

E’ emerso, inoltre, che il valore dell’immobile ipotecato era inferiore a quello previsto per legge rispetto alla somma finanziata.

Tale anomalia, rilevata grazie alla nostra analisi tecnica ed eccepita poi dall’ Avv. Lo Faso, trova fondamento nell’art. 38 TUB che definisce il c.d. “limite di finanziabilità” in particolare:

“Banca d’Italia in conformità alle deliberazioni del CICR, determina l’ammontare massimo dei finanziamenti, individuandolo in rapporto al valore dei beni ipotecati o al costo delle opere da eseguire sugli  stessi, nonché le ipotesi in cui la presenza di precedenti iscrizioni ipotecarie non impedisce la concessione dei finanziamenti”.

Considerato che secondo la giurisprudenza di legittimità:

“In tema di mutuo fondiario, il limite di finanziabilità ex art. 38, comma 2, del d.lgs. n. 385 del 1993, è elemento essenziale del contenuto del contratto ed il suo mancato rispetto determina la nullità di quest’ultimo”;

il Giudice ha ritenuto che sussistano gravi motivi e ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva del precetto, ai sensi dell’art 615 cpc .

Il pericolo di un atto di pignoramento è stato così scongiurato..

Vi mostriamo di seguito l’ordinanza ottenuta, oscurando per ragioni di privacy i dati sensibili.


Ma vediamo cos’è il precetto, le tipologie di opposizione, perchè si deve proporre e gli effetti che ne conseguono.


Cos’è il precetto?

L’ atto di precetto è un’intimazione di pagamento derivante da un titolo esecutivo -sentenza, decreto ingiuntivo, contratto di mutuo ipotecario- con il quale il creditore intima al debitore di ripianare il proprio debito entro 10 giorni dalla notifica dell’atto, in mancanza procederà ad esecuzione forzata nei suoi confronti.

Come si arriva al precetto e alla relativa opposizione a precetto?

Supponiamo di aver stipulato, come per la nostra azienda cliente, un rapporto di mutuo ipotecario e che per circostanze sopravvenute non riusciamo più ad adempiere alle nostre obbligazioni.

La banca di fronte alla nostra definitiva incapacità o impossibilità di proseguire coi pagamenti, risolve il rapporto di mutuo mediante la notifica di una lettera di decadenza dal beneficio del termine, nella quale ci richiede l’intero debito residuo.

A quel punto la banca, di fronte al mancato pagamento ed in forza della garanzia reale posseduta ovvero l’ipoteca trascritta sull’immobile di nostra proprietà, procede all’espropriazione del bene, prima però dell’espropriazione del bene deve notificare per l’appunto l’atto di precetto.

Ricevere un precetto non porta mai buone notizie..

Il suo arrivo significa che abbiamo debiti, non saldati, e che ci sono creditori agguerriti, che si sono rivolti in tribunale per avviare un seppur costoso e lungo procedimento, volto a prendersi con la forza giudiziaria ciò che non siamo nella possibilità di restituire.

Col rischio di cadere nell’abisso del pignoramento dei beni..

Certo è che:

  • un pignoramento non viene eseguito dall’oggi al domani;
  • ci sono tappe e tempi da rispettare;
  • ovviamente non dobbiamo rimanere fermi e passivi di fronte a questo procedimento, in attesa di vederci portare via tutto.

Possiamo fare qualcosa quindi?

Si. Innanzitutto possiamo bloccare l’espropriazione opponendoci all’atto di precetto.

Cos’è l’opposizione a precetto?

L’opposizione a precetto è un’ opposizione all’esecuzione (art 615 cpc), che ha lo scopo di contestare il diritto del creditore a procedere all’esecuzione forzata o la modificazione del diritto riconosciuto nel titolo esecutivo (sentenza, decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ecc..).

L’opposizione all esecuzione, pertanto, ha ad oggetto la verifica delle condizioni dell’azione esecutiva (esistenza del titolo esecutivo, idoneità a procedere all’esecuzione forzata,

pignorabilità dei beni) e si differenzia dall’opposizione agli atti esecutivi (art 617 e seguenti) che ha lo scopo di contestare la regolarità formale dell’atto esecutivo.

Chi può proporre l’opposizione a precetto?

Sono legittimati ad opporsi, coloro, che hanno interesse a contestare il diritto del creditore di procedere ad esecuzione forzata. E’ pertanto legittimato:

  • il debitore esecutato;
  • e/o il possessore o detentore del bene sottoposto ad esecuzione.

Motivi opposizione a precetto

In quali casi può essere proposta opposizione?

Ovviamente per promuovere un atto di opposizione a precetto devono sussistere valide condizioni quali:

  • decreto ingiuntivo sprovvisto di provvisoria esecutività;
  • sentenza impugnata o sentenza priva di autorità di giudicato;
  • prescrizione del diritto oggetto del titolo esecutivo;
  • promozione del titolo esecutivo da un soggetto differente dal creditore o contro un soggetto sbagliato;
  • esercizio dell’azione esecutiva per un diritto differente da quello contenuto nel titolo;
  • non sussistono le condizioni per procedere all’esecuzione, come nel caso illustrato, in cui non si ottempera al limite di finanziabilità ex art 38 TUB, condizione questa necessaria per procedere all’ esecuzione.

Opposizione a precetto termini

Come anticipato nei precedenti paragrafi, il precetto concede al debitore un termine di 10 giorni per ripianare la sua situazione e versare al creditore quanto dovuto. Scaduti i 10 giorni, la naturale conseguenza del precetto, se non ci si oppone, è il pignoramento e l’esecuzione forzata.

È in sostanza l’ultimo avviso prima di vederci portare via i nostri beni.

È BENE PERÒ SAPERE: che se non viene eseguita alcuna esecuzione entro 90 giorni dalla notifica dell’atto, il precetto diventa inefficace e dovrà, eventualmente, essere rinotificato.

Come fare opposizione?

Ricevuto il precetto non ci rimane che:

  • saldare il debito entro 10 giorni dalla notifica
  • oppure opporsi all’atto di precetto

Ovviamente escludiamo l’ipotesi di ignorare l’atto, poiché in quel caso l’unico ed inevitabile esito sarebbe l’espropriazione.

NOTA BENE: che il termine dei 10 giorni potrebbe essere eliminato a seguito di autorizzazione del giudice, laddove il creditore provi la sussistenza di un grave pericolo nel ritardo.

Tale procedimento è complesso e delicato, per cui è indispensabile avere un supporto tecnico e legale.

REASSET PUÒ AIUTARTI

Come per l’azienda nostra cliente, analizzeremo la tua situazione debitoria, verificheremo i rapporti oggetto del precetto e ti assisteremo durante tutto l’iter consigliandoti le strade migliori per risolvere il tuo problema di debito.

Certo è che se si riuscisse ad anticipare la banca, promuovendo giudizio prima di vedersi notificare un precetto, la strada sarebbe maggiormente agevolata (blocca la banca).

Affidati ai professionisti.

A cura della dott.ssa Valeria Re

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