Era il due febbraio del 2006, me lo ricordo come se fosse ieri.

Mi chiama mio padre, grande ed onesto lavoratore… aveva la voce tremante, la banca gli aveva appena inviato una lettera di decadenza dal beneficio del termine, in cui richiedeva l’immediato rientro da tutti gli affidamenti.
In sostanza avrebbe dovuto pagare € 300.000,00 entro 48 ore o lo avrebbero messo a sofferenza, come poi in effetti hanno fatto.

La sofferenza bancaria per un onesto lavoratore

Mimmo, mio padre, aveva una azienda di distribuzione prodotti per tipografie, da 40 anni, stimato da tutti per la sua onestà e puntualità, tanto da arrivare ad ottenere fidi con una sola banca così alti.

Ma come si dice… “la Banca ti offre l’ombrello quando c’è il sole ma lo rivuole indietro quando piove”, così hanno fatto con l’azienda paterna.

La sofferenza bancaria ha significato la morte di una impresa che lavorava da 40 anni onestamente. Impossibile ottenere altri fidi, impossibile comprare la merce dai fornitori, multinazionali con cui intratteneva rapporti da sempre ma che hanno bloccato dopo la sofferenza.

Fummo costretti ad “abbassare la saracinesca” delle ditta con la paura di perdere tutto da lì a breve.

Io ero un agente bancario

Il debito di mio padre era anche il mio, perché avevo prestato fideiussione per lui, quindi il rischio era tanto suo quanto mio e delle nostre famiglie.

All’epoca ero un giovane e promettente agente leasing, lavoravo per un importante istituto bancario con l’incarico di distribuire (vendere) il prodotto leasing alle imprese.

Questo istituto bancario, a cui in realtà devo quasi tutto, mi aveva molto ben formato non solo sulla analisi commerciale e finanziaria dei clienti, ma anche su come aumentare il profitto su ogni singola operazione. E come si fa ad aumentare il profitto su ogni singola operazione? Eludendo la normativa vigente, spalmando costi dove è più difficile, per un cliente medio, verificare. 

Alla luce di questa conoscenza sono riuscito a risolvere il mio problema di debito.

Sapevo quello che stava per succedere da lì a poco, dopo la sofferenza sarebbe arrivato il decreto ingiuntivo e le ipoteche sulle case di tutta la famiglia, poi aste giudiziarie e fallimento, sapevo, come so, che la banca non si ferma più se lasciata sola ed un debito di € 300.000,00 diventa un milione in un soffio. 

Bisognava agire, e con urgenza!

Per fortuna riuscii a mantenere il sangue freddo, capii subito che dovevo mettere a frutto tutti i corsi di formazione ricevuti, proprio contro la banca… e così feci.

Raccolsi tutta la documentazione bancaria.
La ragioniera di mio padre, Daniela, era molto ordinata, e nel giro di una giornata lavorativa avevo tutti i fascicoli pronti per essere analizzati.

Non fu impresa semplice, vi assicuro. Fortunatamente potevo contare sull’aiuto di qualche collega buon amico, oggi nella squadra ReAsset, ma ce la facemmo.

Analizzando 40 anni di estratti conto, immaginate cosa ho trovato? Usura, anatocismo, tassi e spese non pattuiti, i numeri erano dalla nostra parte!!! 

Decidemmo di attaccare noi la banca prima che la banca attaccasse noi, strategia che ha funzionato egregiamente e che consiglio spesso ai miei clienti.

Come ho risolto il problema di debti

Citammo in giudizio così la banca per usura, anatocismo e le altre anomalie inibendo così eventuali attacchi.

Niente decreto ingiuntivo, niente istanza di fallimento, è rimasta solo la sofferenza sino al raggiungimento dell’accordo. Sì, perché abbiamo fatto un accordo molto prima della sentenza.

La banca messa alle strette, e conscia di essere nel torto, ha trattato. 

Risultato? Debito azzerato, saldo a stralcio al 100%.

Fu una grande soddisfazione, l’azienda era chiusa, ma ero riuscito a salvare il patrimonio familiare.

Contestualmente mio padre è riuscito ad ottenere una pensione soddisfacente e non aveva intenzione di continuare l’attività imprenditoriale.

Non tutti hanno avuto questa fortuna, quanti hanno perso tutto?

La scoperta della mia missione

Capii così che il mondo bancario non era fatto per me è la mia missione nella vita doveva essere quella di aiutare imprese e famiglie a risolvere i loro problemi di debito bancario.

Ho fondato così la ReAsset coinvolgendo dapprima colleghi ed amici professionisti, che, in qualche caso, avevano avuto problemi di debito bancario.

Quello che ci rende unici è forse questo, abbiamo vissuto sulla nostra pelle l’arroganza e la forza del sistema bancario, la paura di perdere tutto, sappiamo come ci si sente. 

La nostra professione ci offre la possibilità, non solo di aiutare persone ed imprese a risolvere un problema di debito, ma anche di prenderci, giornalmente, grandi soddisfazioni nei confronti di chi voleva toglierci tutto.

Ho dato vita ad uno dei migliori team di Professionisti qualificati nel contenzioso bancario

Stefano

Sono Stefano Di Domenico, Founder di ReAsset, analista finanziario, CTP presso il tribunale di Catania. 

Sono entrato nel mondo della finanza lavorando come consulente leasing per un importante istituto bancario. Mi occupavo di sviluppare il prodotto leasing ed i prodotto derivati collegati. La mia esperienza all’interno del sistema bancario mi ha consentito di capire, da dentro, il meccanismo di remunerazione, profitto e di costi occulti. Quello che so su anatocismo ed usura, in realtà me lo hanno insegnato loro.

Il primo problema di debito che ho risolto è stato il mio!

Oggi utilizzo il mio know how per aiutare famiglie ed imprese a risolvere i loro problemi di debito bancario, questa è la mia mission oltre che la mia professione.

Francesco

Un punto di riferimento per tutti i professionisti del contenzioso bancario.

Francesco Gervasi, Avvocato del Foro Di Catania, è nato a Siracusa. La sua famiglia è attiva da tre generazioni nel campo delle professioni legali.

Il padre, Lorenzo, era Magistrato di cassazione con funzione di presidente di Tribunale. Il nonno paterno, Francesco, e lo zio salvatore erano notai in Siracusa.

Già Vice Procuratore Onorario presso la Procura Della Repubblica di Siracusa.

Specializzato in diritto bancario concentrando la sua attività unicamente nel contenzioso bancario a tutela del contraente debole ( il correntista).

Valeria

Laureata a pieni voti in Economia Aziendale, ha poi conseguito un master in diritto bancario, sviluppando una profonda conoscenza sulle criticità contrattuali e sui profili di responsabilità nell’ambito del contenzioso bancario. Grazie all’esperienza acquisita nell’analisi dei rapporti bancari e alle partnership instaurate con vari studi legali, riveste il ruolo di financial data analyst.

Sempre in continuo aggiornamento e studio, ha maturato una profonda conoscenza delle centrali rischi e fatto dell’attività di analisi finanziaria e contabile una vocazione a difesa di chi subisce ingiustizie.

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