Banche Usura

Perché le banche fanno Usura

Il mondo dell’usura spiegato in parole semplici

L’usura bancaria è una prassi e non una eccezione!

Di Fronte a questa mia affermazione, gran parte dei clienti dello studio reagiscono con affermazioni del tipo:

E’ mai possibile? Rischierebbero così tanto? Che vantaggio ne avrebbero?

Non è questo il luogo per fare approfondimenti tecnici, dirò brevemente che il tema della usura bancaria è regolato dall’art. 1815 cod. civ. e dalla legge 108/1996 e successive modificazioni.

La normativa vigente prevede una “sanzione” per la banca che supera, in fase di stipula contrattuale o in corso di rapporto, le soglie usurarie.

  • Ma in cosa consiste questa sanzione?
  • E cosa sono le soglie di Usura?

Partiamo dalla seconda domanda.

La legge 108/1996 ha demandato a Banca D’Italia il compito di raccogliere, su scala nazionale, i tassi medi applicati dalle banche per le varie categorie di operazioni. Il tasso medio nazionale aumentato del 50% fino al 30-06-2011, e del 25% più 4 punti percentuali poi, diventa tasso soglia usura.

Poniamo ad esempio che nel terzo trimestre 2009 le banche, a livello nazionale, per la categoria “fido di conto corrente superiore ad € 5.000,00”, abbiano applicato mediamente il 10% di tasso debitore, il tasso soglia sarà pari al 15%:

Tasso Medio: 10%

Maggiorazione 50% del tasso medio: 5%

Tasso soglia: 15%

Tale limite non dovrebbe essere superato… il condizionale non è un caso.

Torniamo alla prima domanda, ma in cosa consiste questa sanzione? Che penale deve pagare la banca per aver applicato tassi usurari?

Non so per quale motivo, ma si è naturalmente portati a pensare che la sanzione sarà gravissima e di certo proporzionata alla gravità della violazione “l’usura”. Purtroppo, non è così!

In caso di superamento del tasso soglia “la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” così recita l’art. 1815 Cod. Civ.

Quindi la banca, in caso di usura, deve restituire solo gli interessi che ha già incassato o incasserà, null’altro! Non c’è una penale. Non una multa.

Un caso concreto di una società nostra cliente.

Rilevata, in corso di causa, l’usurarietà originaria del contratto di conto corrente stipulato nel 2003, il perito incaricato dal Magistrato, ha calcolato la restituzione di tutti gli interessi pagati dal correntista, pari ad € 140.000,00 circa. Ciò ha portato alla trasformazione del saldo da passivo ad attivo. La banca registrava un saldo passivo di € 120.000,00, per il perito il saldo era attivo pari ad € 20.000,00 (ovviamente ho arrotondato le cifre per semplificare).

La società nostra cliente è stata molto soddisfatta del risultato, da debito è passata a credito, ma, paradossalmente anche la banca lo è stata.

Quest’ultima, infatti, ha utilizzato il capitale del cliente per ben 16 anni senza pagare alcun interesse, alla fine ha restituito solo il mal tolto, le somme, infatti, vengono restituite al correntista senza alcuna rivalutazione del capitale.

Ad esempio il cliente ha pagato € 5.000,00 nel 2003, per interessi debitori, e nel 2019 gli vengono restituiti gli stessi € 5.000,00, chiaro che il valore del denaro è ben diverso, e sarebbe giusto costringere la banca a pagare il maltolto al valore attuale ovvero calcolando la “rivalutazione”. Ma questo la normativa non lo prevede.

Ricordo che gli utenti bancari che fanno causa per usura restano una minoranza, sempre in aumento, ma ancora una coraggiosa minoranza.

Se si sale sul treno senza biglietto e si viene “beccati” dal controllore si paga una multa pari a 33 volte il valore del biglietto.

La banca “beccata” a fare usura deve restituire solo gli interessi.

Se voi foste dei banchieri, non fareste usura a tutto spiano, visto che non è prevista alcuna conseguenza?

O forse credete che esistano limiti legati alla morale da parte di questi signori? L’unica logica che vince in certi ambienti è quella del profitto, posso garantirvelo!

Ecco spiegato in poche parole perché le banche applicano l’usura, e perché non dovrebbero??

Dott. Stefano Di Domenico

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