Come ottenere il rimborso della Commissione Istruttoria Veloce

Commissione Istruttoria Veloce: cos’è e come viene calcolata?

La Commissione Istruttoria Veloce (CIV), può assumere svariate altre denominazioni quali “Commissione utilizzi oltre disponibilità fondi” o “Indennità di Sconfinamento” e dovrebbe ( il condizionale è d’obbligo) essere addebitata dalla Banca al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • il conto corrente non è affidato, ed il cliente utilizza somme di denaro in eccedenza rispetto al saldo del conto
  • si produce uno sconfinamento fido: ovvero si utilizzano delle somme di denaro oltre il limite del fido.

Tale commissione viene addebitata a titolo di rimborso delle spese sostenute dall’Istituto per l’attività di valutazione del merito creditizio del cliente; in caso di esito positivo autorizza lo sconfinamento. La Banca non ha l’obbligo di concedere lo sconfino ed applica la CIV a seguito di istruttoria veloce anche in assenza di una richiesta formale del cliente.

Nella maggior parte delle volte viene applicata per scaglioni di sconfinamento, una sola volta al giorno, anche in presenza di più sconfinamenti nella stessa giornata.

Tuttavia non vi è un chiaro ed univoco meccanismo di applicazione…

Non mancano, infatti, Istituti bancari che pattuiscono importi fissi di CIV da applicare per ogni singolo scoperto di conto corrente ed addebitarli direttamente tra i movimenti dell’estratto conto, anche più volte all’interno dello stesso trimestre, senza fornire peraltro alcun prospetto di calcolo.

Disciplina normativa

La Commissione Istruttoria Veloce insieme alla Commissione Disponibilità Fondi (la commissione addebitata per la remunerazione del fido), ha sostituto la Commissione Massimo Scoperto, dichiarata illegittima nel 2011 con l’art 117 bis TUB il quale stabilisce:

“I contratti di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento, e un tasso di interesse debitore sulle somme prelevate. L’ammontare della commissione, determinata in coerenza con la delibera del CICR anche in relazione alle specifiche tipologie di apertura di credito e con particolare riguardo per i conti correnti, non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente.

A fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di interesse debitore sull’ammontare dello sconfinamento.

Le clausole che prevedono oneri diversi o non conformi rispetto a quanto stabilito nei commi 1 e 2 sono nulle. La nullità della clausola non comporta la nullità del contratto. “

L’eliminazione della commissione di massimo scoperto ha spianato il campo alle banche per poter applicare nuove commissioni: la c.d “commissione onnicomprensiva” che nella prassi bancaria è rappresentata proprio dalla commissione disponibilità fondi e le commissioni di istruttoria veloce o indennità di sconfinamento addebitate generalmente a fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento, ovvero oltre il limite del fido in funzione del numero dei giorni di utilizzo o sulla base dei numeri debitori prodotti in extra-fido.

Le caratteristiche della Commissione Istruttoria Veloce

L’attuazione delle previsioni contenute nell’art. 117 bis del TUB è stata demandata al Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR) che, in data 30.06.2012, ha emanato il Decreto n. 644 che ha dettagliatamente definito le caratteristiche della Commissione Istruttoria Veloce:

  • È determinata, per ciascun contratto, in misura fissa ed è espressa in valore assoluto. Possono essere applicate commissioni di importo diverso a contratti diversi, anche a seconda della tipologia di clientela. Nei contratti con soggetti diversi dai consumatori possono essere applicate, nello stesso contratto, commissioni differenziate a seconda dell’importo dello sconfinamento, se questo è superiore a 5.000 euro; non possono essere previsti più di tre scaglioni di importo
  • Non eccede i costi mediamente sostenuti dall’intermediario per svolgere l’istruttoria veloce e a questa direttamente connessi, secondo quanto previsto dal comma 4
  • È applicata solo a fronte di addebiti che determinano uno sconfinamento o accrescono l’ammontare di uno sconfinamento esistente
  • È applicata solo quando vi è sconfinamento avendo riguardo al saldo disponibile di fine giornata

Se lo sconfinamento è solo sul saldo per valuta non sono applicati né la commissione di istruttoria veloce né il tasso di interesse previsto al comma 1, lett. b)

Quando non è dovuta la Commissione Istruttoria Veloce?

  • Nei rapporti con i consumatori quando ricorrono entrambi i seguenti presupposti:

i) per gli sconfinamenti in assenza di fido, il saldo passivo complessivo – anche se derivante da più addebiti – è inferiore o pari a 500 euro; per gli utilizzi extrafido l’ammontare complessivo di questi ultimi – anche se derivante da più addebiti – è inferiore o pari a 500 euro

 ii) lo sconfinamento non ha durata superiore a sette giorni consecutivi

  • Lo sconfinamento non ha avuto luogo perché l’intermediario non vi ha acconsentito
  • Lo sconfinamento ha avuto luogo per effettuare un pagamento a favore dell’intermediario

Quali sono le operazioni non soggette alle CIV?

  • Pagamento di commissioni, interessi, canoni e competenze
  • Rate di finanziamenti e mutui concessi dalla Banca al Cliente
  • Rettifiche valute
  • Imposte di bollo e ritenute
  • Competenze girocontate da altri conti correnti (conti di anticipo fatture)

Un esempio pratico

Riportiamo di seguito l’estratto conto di un’azienda nostra cliente che è stata spropositatamente bersagliata da un noto Istituto di credito.

Nella fattispecie, l’Istituto applicava la commissione istruttoria veloce/commissione oltre disponibilità fondi secondo scaglioni di sconfinamento. Nel prospetto riporta la data contabile, l’entità dello sconfinamento e l’importo della commissione addebitata per un totale di € 2.450,00 trimestrale.

È evidente che in questo trimestre, così come per gli altri, l’Istituto non abbia rispettato il tetto massimo di applicazione consentito dalla legge ovvero lo 0,50% trimestrale. Dunque, tali commissioni sono illegittime.

Per questo è indispensabile tenere sempre sotto controllo i propri estratti conto…

Come ottenere il rimborso delle Commissioni Istruttoria Veloce?

Per quanto, oggi, possa ancora sembrare strano, gli illeciti bancari, tra i quali la stessa applicazione di spese e commissioni illegittime come riportato nell’esempio sopra, rappresentano la regola e non l’eccezione.

Il rimborso delle commissioni illecitamente addebitate dalla banca può essere richiesto con un giudizio ordinario, con un ricorso all’ABF l’arbitro bancario e finanziario o con reclamo diretto all’istituto bancario.

Detto molto francamente il reclamo all’ABF o all’istituto bancario a poco servono.

Qualora sussistano le condizioni, al fine di ottenere il rimborso delle commissioni illecitamente addebitate dalla Banca, è consigliabile citare, previo diffida, la banca in giudizio.

Per quanto possa sembrare paradossale, ma vi assicuro che è così, la banca, ricevuta la citazione in giudizio, mostra un atteggiamento di maggiore apertura alla trattativa, ed è proprio in questi casi che si può riuscire a raggiungere una composizione bonaria ancora prima della sentenza.

Per fare questo è necessario effettuare una analisi sul rapporto di conto corrente e sulla relativa documentazione contrattuale.Una volta individuati gli illeciti e qualora sussistano i presupposti economici si procederà, previo incarico, alla stesura della perizia econometrica.

Affidati ai professionisti.

A cura della Dott.ssa Valeria Re

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