Tutti gli obblighi e le responsabilità della banca

Quando si fa riferimento alle responsabilità della banca si può facilmente pensare all’usura o al calcolo errato di interessi e quindi a casi di anatocismo. Tuttavia, sono numerosi gli abusi che possono essere commessi da un istituto di credito, che si legano agli svariati settori ricoperti dalle banche, che includono ormai anche strumenti finanziari e assicurativi.

Che si tratti di mancate informazioni per chi investe, del dovere di trasparenza nei casi di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali o, ancora, di concessione abusiva del credito rispetto a clausole contrattuali pubblicizzate, esistono diversi casi che responsabilizzano la banca. Eccone alcuni.

  • Investimenti e obblighi di informazione. Dal momento in cui il cliente sceglie la banca come intermediario finanziario per l’acquisto di titoli e altri strumenti di investimento, essa è tenuta a un’informazione chiara, corretta ed esaustiva, che consenta la comprensione, i rischi e i costi dei prodotti finanziari offerti, anche ai fini di una possibile comparazione con altre offerte. La banca è sottoposta all’obbligo di informare gli investitori non solo sul contenuto del contratto, ma anche sui rischi riguardanti le operazioni.
  • Condizioni pubblicizzate da rispettare e libertà di scelta del cliente. La banca è obbligata ad applicare le condizioni pubblicizzate o quelle più favorevoli. I casi in cui si includano clausole con condizioni sfavorevoli rispetto a quanto pubblicizzato, sono da considerarsi nulle. Inoltre, al cliente è lasciata la libertà di scelta per quanto riguarda l’eventuale subordino di un finanziamento ad un’assicurazione, avendo facoltà di discostarsi da quella suggerita dalla banca.
  • Contratti scritti e saggio di interesse preciso. La Cassazione ha stabilito che la firma del cliente è necessaria, mentre quella del funzionario dell’istituto di credito non è essenziale. Sono quindi da considerarsi nulle le clausole che rinviano agli usi per la determinazione di tasso di interesse e di altre condizioni praticate. Per essere valido il contratto bancario deve essere redatto in forma scritta e contenere, oltre al tasso di interesse, ogni altro prezzo e condizione praticati. Il cliente, sempre per iscritto, deve poter approvare possibili modifiche unilaterali delle condizioni, avendo in alternativa il diritto a recedere dal contratto senza il pagamento di alcuna penale.
  • Concessione abusiva del credito. Si tratta di casi in cui la banca concede, rinnova o proroga un finanziamento verso un’impresa in stato di notoria grave crisi economica, ritardando l’emersione della sua insolvenza e quindi l’apertura del procedimento fallimentare a suo carico. Le responsabilità della banca sussistono verso i creditori e anche verso terzi che, grazie all’avvenuto avvallo della banca, sono indotti a considerare l’impresa come sana, preferendola alle concorrenti.
  • Segnalazione errata alla Centrale Rischi. Poiché la segnalazione da parte della banca alla Centrale rischi della Banca d’Italia di un cliente può ledere l’immagine e la reputazione sociale e professionale dell’interessato, esistono particolari cautele a garanzia del cliente stesso. La segnalazione del debitore “in sofferenza” può avvenire solo in presenza evidente di una condizione di difficoltà economica irreversibile, non legittimando casi di crisi di liquidità temporanea e la mancanza di un arco temporale per il sanamento della morosità.
  • Mutuo di scopo nullo. Se la banca finanzia un proprio cliente già indebitato con essa, che utilizza i fondi per coprire un proprio credito, difformemente da quanto previsto nel contratto di mutuo, il debitore non dovrà più rimborsare l’istituto di credito per le somme avute in prestito. La Cassazione ha dichiarato nullo il mutuo per coprire il debito con la banca lasciato da un precedente mutuo non pagato.
  • Usura e anatocismo. Secondo la legge attuale, l’anatocismo può essere considerato legittimo solo sugli interessi moratori, a condizione che non sia applicato per più di una volta l’anno. Il cliente, che deve aver appositamente autorizzato la banca all’anatocismo, ha il diritto di pretendere lo stesso trattamento anche sugli interessi attivi.