Commissioni di massimo scoperto

In tecnica bancaria la CMS veniva chiamata anticamente “ottavino” a rappresentare la percentuale di incidenza sugli interessi corrispettivi.

Con l’entrata in vigore della legge 108/96, e le successive istruzioni di Banca D’Italia, assistiamo ad una lievitazione vertiginosa dell’applicazione delle stesse.

Banca D’Italia indica che le CMS non incidono sul calcolo degli interessi usurari.

È prassi trovare incidenze del 50% delle CMS sugli interessi, non sono rari i casi in cui le stesse superino o addirittura doppino gli interessi ( tanto non fanno cumulo con l’usura!.. sic!).

Sul tema si è espressa la corte di Cassazione penale S.U. con la sentenza 46669, oltre che svariate sentenze di merito.

“ ..la CMS deve essere tenuta in considerazione quale fattore potenzialmente produttivo di usura, … indipendentemente dalle istruzioni o direttive della Banca d’Italia …, traducendosi in un aggiramento della norma penale che impone alla legge di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari”.

Sulla poca difendibilità, sul piano della trasparenza, delle CMS, basti riportare le parole di DRAGHI:

«Abbiamo già in passato richiamato l’attenzione sulla commissione di massimo scoperto, un istituto poco difendibile sul piano della trasparenza.”

 L’entrata in vigore della legge 2 del 2009 avrebbe dovuto definitivamente impedire l’applicazione delle CMS, la stesse però, sono state “opportunamente” sostituite dal sistema bancario con altre, e molto spesso, più dannose commissioni e di cui diremo separatamente.

A parte il possibile effetto usurario generato dalle CMS, va segnalato che nella maggior parte dei contratti, qualora esistenti, prevede una percentuale generica senza specificare il modo di utilizzo: fido, extra fido, massimo utilizzo etc…

Quanto detto comporta l’invalidità di detta clausola ai sensi dell’art. 1346 c.c., in quanto un contratto per essere valido richiede che l’oggetto sia determinato o determinabile.

Le CMS, per nostra esperienza, sono applicate illegittimamente dalla banca e rappresentano una voce di spesa molto importante che, di sovente, deve essere restituita al cliente.

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